A
NÁSIRI’D-DÍN SHÁH
(
Sciah di Persia )
O Re! Io non ero che un uomo come gli
altri addormentato
sul Mio giaciglio, quando ecco, le brezze
del Gloriosissimo furono alitate su di Me,
e Mi
insegnarono la sapienza di tutto ciò che è
stato. Questo
non procede da Me, ma da Colui Che è
l'Onnipotente e
il Saggio. Ed Egli M'ingiunse di levare la
Mia voce fra
la terra e il cielo, e a causa di ciò Mi
accaddero cose
che fecero scorrere lacrime ad ogni uomo
di
discernimento. Io non ho studiato le
discipline correnti
fra gli uomini; non sono entrato nelle
loro scuole.
Chiedi, nella città in cui ho dimorato,
acciocché tu
possa ben assicurarti che Io non sono di
coloro che
mentiscono. Questa non è che una foglia
mossa dai
venti della volontà del tuo Signore,
l'Onnipotente, il
Lodatissimo. Può essa star ferma quando
soffiano i
venti tempestosi? No, per Colui Che è il
Signore dei
Nomi e degli Attributi! Essi la muovono a
loro piacimento.
Ciò che è perituro è un nulla, al cospetto
del
Sempiterno. I Suoi appelli soggiogatori Mi
hanno
raggiunto inducendomi a far le Sue lodi
fra tutte le
genti. Io ero, infatti, come un morto
quando il Suo
comando fu pronunziato. La mano della
volontà del
tuo Signore, il Compassionevole, il
Clemente, Mi ha
trasformato. Potrebbe qualcuno esprimere a
suo nome
cose per cui tutti gli uomini, siano essi
umili o potenti,
lo perseguiteranno? No, per Colui Che
insegnò alla
Penna gli eterni misteri; nessuno può
farlo eccetto
colui che è stato fortificato dalla grazia
dell'Onnipotente,
del Forte. La Penna dell'Altissimo si
rivolge a
Me dicendo: Non temere. Narra a Sua Maestà
lo Sháh
quello che Ti è accaduto. Il suo cuore, in
verità, è fra le
mani del Tuo Signore, il Dio di
Misericordia, sì che
per avventura il sole della giustizia e
della munificenza
possa brillare al di sopra dell'orizzonte
del suo cuore.
Così il decreto è stato irrevocabilmente
fissato da
Colui Che è l'Onnisciente.
Guarda questo Giovane, o Re, con occhi di
giustizia; giudica tu dunque, con verità,
riguardo a ciò
che Gli è accaduto. Per la verità, Dio ha
fatto di te la
Sua ombra fra gli uomini, e il segno del
Suo potere per
tutti quelli che dimorano in terra.
Giudica tu fra Noi e
quelli che Ci hanno fatto torto senza
prova e senza un
Libro chiarificatore. Quelli che ti
circondano, ti amano
per amore di loro stessi, mentre questo
Giovane ti ama
per te stesso e non ha altro desiderio
eccetto quello di
attrarti vicino al seggio della grazia, e
di volgerti verso
la mano destra della giustizia. Il Tuo
Signore reca
testimonianza di quello che io dichiaro.
O Re! Se dovessi porgere orecchio allo
scricchiolio
della Penna della Gloria, e al tubare
della Colomba
dell'Eternità che, sui rami dell'Albero di
Loto oltre il
quale non si passa, pronuncia le lodi di
Dio, l'Artefice
di tutti i nomi e Creatore della terra e
del cielo, tu
giungeresti ad un rango dal quale
contempleresti nel
mondo dell'essere, null'altro che il
fulgore dello
Adorato e considereresti la sovranità come
la più
disprezzabile delle tue proprietà,
abbandonandola a
chiunque possa desiderarla, e volgendo il
viso verso
l'Orizzonte incandescente della luce del
Suo sembiante.
Né saresti tu mai desideroso di portare il
peso del
dominio salvo che allo scopo di aiutare il
tuo Signore,
l'Eccelso, l'Altissimo. Allora le Schiere
Celesti ti benedirebbero.
Oh, quanto eccellente è questo sublime
rango, se tu potessi ascendervi per mezzo
del potere di
una sovranità riconosciuta derivante dal
Nome di Dio!
O Re del secolo! Gli occhi di questi
rifugiati sono
fissati e rivolti verso la misericordia
del Misericordiosissimo.
Non vi è dubbio alcuno che queste
tribolazioni
saranno seguite dall'effusione di una
suprema misericordia,
e a queste terribili avversità succederà
una
prosperità traboccante. Noi nutriamo
speranza, comunque,
che Sua Maestà lo Sháh esaminerà
personalmente
queste cose e recherà speranza ai cuori.
Ciò che
abbiamo sottoposto alla tua Maestà è
invero per il tuo
più grande bene. E Dio, in verità, Mi è
sufficiente
testimone .
Oh, se tu volessi permettere a Me, o Sháh
di mandarti
ciò che rallegra gli occhi e tranquillizza
le anime,
e convince ogni persona equa che in Lui vi
è la
conoscenza del Libro. . . Se non fosse
stato per il
ripudio degli sciocchi e la connivenza dei
teologi, io
avrei pronunziato un discorso che avrebbe
scosso e
rapito i cuori fino ad un reame nel
mormorio delle cui
brezze possono udirsi queste parole: «Non
vi è altro
Dio che Lui»! . .
Io ho visto, o Sháh, sul sentiero di Dio
ciò che
occhio mai ha visto né orecchio mai
udito... Quanto
numerose le tribolazioni che sono piovute,
e ancora
presto pioveranno, su di Me! Io avanzo con
il viso
rivolto verso Colui Che è l'Onnipotente,
il
Generosissimo, mentre dietro di Me
striscia il serpente.
I Miei occhi hanno pianto lacrime fino al
punto che il
mio giaciglio ne è imbevuto. Io non Mi
addoloro per
Me Stesso, comunque. Nel nome di Dio! Il
Mio capo
anela ad essere trafitto dalle lance
nell'amore per il suo
Signore. Non sono mai passato accanto ad
un albero
senza che il Mio cuore gli si rivolgesse
dicendo: «Oh
potessi tu essere tagliato in Mio nome, e
il Mio corpo
potesse essere crocifisso su di te, sul
sentiero del Mio
Signore!...». Nel nome di Dio! Sebbene la
stanchezza
Mi renda debole, e la fame Mi consumi, e
la nuda
roccia sia il mio letto, e Miei compagni
siano le fiere
dei campi, Io non mi lamenterò, ma
sopporterò
pazientemente, come coloro dotati di costanza
e
fermezza hanno sopportato pazientemente,
per mezzo
del potere di Dio, il Re Eterno e Creatore
delle nazioni,
e renderò grazie in tutte le condizioni.
Noi preghiamo
che, con la Sua munificenza - glorificato
Egli sia - Egli
possa liberare, per mezzo di questa
prigionia, il collo
degli uomini dalle catene e dai ceppi, e
far sì che essi si
volgano, con volti sinceri verso il Suo
Sembiante che è
il Possente, il Generosissimo. Ché Egli è
pronto a
rispondere a chiunque Lo chiami, ed e
vicino a coloro
che sono in comunione con Lui.
Bahá'u'lláh

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