mercoledì 12 settembre 2012

 
 
 
 
A NÁSIRI’D-DÍN SHÁH
( Sciah di Persia )

O Re! Io non ero che un uomo come gli altri addormentato
sul Mio giaciglio, quando ecco, le brezze
del Gloriosissimo furono alitate su di Me, e Mi
insegnarono la sapienza di tutto ciò che è stato. Questo
non procede da Me, ma da Colui Che è l'Onnipotente e
il Saggio. Ed Egli M'ingiunse di levare la Mia voce fra
la terra e il cielo, e a causa di ciò Mi accaddero cose
che fecero scorrere lacrime ad ogni uomo di
discernimento. Io non ho studiato le discipline correnti
fra gli uomini; non sono entrato nelle loro scuole.
Chiedi, nella città in cui ho dimorato, acciocché tu
possa ben assicurarti che Io non sono di coloro che
mentiscono. Questa non è che una foglia mossa dai
venti della volontà del tuo Signore, l'Onnipotente, il
Lodatissimo. Può essa star ferma quando soffiano i
venti tempestosi? No, per Colui Che è il Signore dei
Nomi e degli Attributi! Essi la muovono a loro piacimento.
Ciò che è perituro è un nulla, al cospetto del
Sempiterno. I Suoi appelli soggiogatori Mi hanno
raggiunto inducendomi a far le Sue lodi fra tutte le
genti. Io ero, infatti, come un morto quando il Suo
comando fu pronunziato. La mano della volontà del
tuo Signore, il Compassionevole, il Clemente, Mi ha
trasformato. Potrebbe qualcuno esprimere a suo nome
cose per cui tutti gli uomini, siano essi umili o potenti,
lo perseguiteranno? No, per Colui Che insegnò alla
Penna gli eterni misteri; nessuno può farlo eccetto
colui che è stato fortificato dalla grazia dell'Onnipotente,
del Forte. La Penna dell'Altissimo si rivolge a
Me dicendo: Non temere. Narra a Sua Maestà lo Sháh
quello che Ti è accaduto. Il suo cuore, in verità, è fra le
mani del Tuo Signore, il Dio di Misericordia, sì che
per avventura il sole della giustizia e della munificenza
possa brillare al di sopra dell'orizzonte del suo cuore.
Così il decreto è stato irrevocabilmente fissato da
Colui Che è l'Onnisciente.
Guarda questo Giovane, o Re, con occhi di
giustizia; giudica tu dunque, con verità, riguardo a ciò
che Gli è accaduto. Per la verità, Dio ha fatto di te la
Sua ombra fra gli uomini, e il segno del Suo potere per
tutti quelli che dimorano in terra. Giudica tu fra Noi e
quelli che Ci hanno fatto torto senza prova e senza un
Libro chiarificatore. Quelli che ti circondano, ti amano
per amore di loro stessi, mentre questo Giovane ti ama
per te stesso e non ha altro desiderio eccetto quello di
attrarti vicino al seggio della grazia, e di volgerti verso
la mano destra della giustizia. Il Tuo Signore reca
testimonianza di quello che io dichiaro.
O Re! Se dovessi porgere orecchio allo scricchiolio
della Penna della Gloria, e al tubare della Colomba
dell'Eternità che, sui rami dell'Albero di Loto oltre il
quale non si passa, pronuncia le lodi di Dio, l'Artefice
di tutti i nomi e Creatore della terra e del cielo, tu
giungeresti ad un rango dal quale contempleresti nel
mondo dell'essere, null'altro che il fulgore dello
Adorato e considereresti la sovranità come la più
disprezzabile delle tue proprietà, abbandonandola a
chiunque possa desiderarla, e volgendo il viso verso
l'Orizzonte incandescente della luce del Suo sembiante.
Né saresti tu mai desideroso di portare il peso del
 
dominio salvo che allo scopo di aiutare il tuo Signore,
l'Eccelso, l'Altissimo. Allora le Schiere Celesti ti benedirebbero.
Oh, quanto eccellente è questo sublime
rango, se tu potessi ascendervi per mezzo del potere di
una sovranità riconosciuta derivante dal Nome di Dio!
O Re del secolo! Gli occhi di questi rifugiati sono
fissati e rivolti verso la misericordia del Misericordiosissimo.
Non vi è dubbio alcuno che queste tribolazioni
saranno seguite dall'effusione di una suprema misericordia,
e a queste terribili avversità succederà una
prosperità traboccante. Noi nutriamo speranza, comunque,
che Sua Maestà lo Sháh esaminerà personalmente
queste cose e recherà speranza ai cuori. Ciò che
abbiamo sottoposto alla tua Maestà è invero per il tuo
più grande bene. E Dio, in verità, Mi è sufficiente
testimone .
Oh, se tu volessi permettere a Me, o Sháh di mandarti
ciò che rallegra gli occhi e tranquillizza le anime,
e convince ogni persona equa che in Lui vi è la
conoscenza del Libro. . . Se non fosse stato per il
ripudio degli sciocchi e la connivenza dei teologi, io
avrei pronunziato un discorso che avrebbe scosso e
rapito i cuori fino ad un reame nel mormorio delle cui
brezze possono udirsi queste parole: «Non vi è altro
Dio che Lui»! . .
Io ho visto, o Sháh, sul sentiero di Dio ciò che
occhio mai ha visto né orecchio mai udito... Quanto
numerose le tribolazioni che sono piovute, e ancora
presto pioveranno, su di Me! Io avanzo con il viso
rivolto verso Colui Che è l'Onnipotente, il
Generosissimo, mentre dietro di Me striscia il serpente.
I Miei occhi hanno pianto lacrime fino al punto che il
mio giaciglio ne è imbevuto. Io non Mi addoloro per
Me Stesso, comunque. Nel nome di Dio! Il Mio capo
anela ad essere trafitto dalle lance nell'amore per il suo
Signore. Non sono mai passato accanto ad un albero
senza che il Mio cuore gli si rivolgesse dicendo: «Oh
potessi tu essere tagliato in Mio nome, e il Mio corpo
potesse essere crocifisso su di te, sul sentiero del Mio
Signore!...». Nel nome di Dio! Sebbene la stanchezza
Mi renda debole, e la fame Mi consumi, e la nuda
roccia sia il mio letto, e Miei compagni siano le fiere
dei campi, Io non mi lamenterò, ma sopporterò
pazientemente, come coloro dotati di costanza e
fermezza hanno sopportato pazientemente, per mezzo
del potere di Dio, il Re Eterno e Creatore delle nazioni,
e renderò grazie in tutte le condizioni. Noi preghiamo
che, con la Sua munificenza - glorificato Egli sia - Egli
possa liberare, per mezzo di questa prigionia, il collo
degli uomini dalle catene e dai ceppi, e far sì che essi si
volgano, con volti sinceri verso il Suo Sembiante che è
il Possente, il Generosissimo. Ché Egli è pronto a
rispondere a chiunque Lo chiami, ed e vicino a coloro
che sono in comunione con Lui.
Bahá'u'lláh

Nessun commento:

Posta un commento