martedì 18 settembre 2012

18 Settembre 2012


O amici: non siate incuranti delle virtù di cui siete dotati, né siate dimentichi del vostro alto destino ...Voi siete le stelle del cielo della comprensione, le brezze che spirano al nascere del giorno, le dolci acque scorrenti dalle quali dipende la vita stessa di tutti gli uomini, le lettere tracciate sulla Sua sacra pergamena. O genti di Bahá! Siete le brezze della primavera che spirano sul mondo... Badate che nulla vi distolga dall'osservare le cose che vi sono state prescritte dalla Penna della Gloria, mentre si muoveva sulla Sua Tavola con sovrana maestà e possanza. Grande è la benedizione di colui che ha dato ascolto al suo fruscio, allorché si levò, in forza della verità, dinanzi a tutti coloro che sono nei cieli e a tutti coloro che sono sulla terra...

17 Settembre 2012




E ora riguardo la tua domanda a proposito dell'anima dell'uomo e della sua sopravvivenza dopo la morte. Sappi, in verità, che dopo la separazione dal corpo l'anima continuerà a progredire fino a giungere alla presenza di Dio in uno stato e in una condizione tali che neanche la rivoluzione dei tempi e dei secoli o le vicende e i casi di questo mondo potranno mutare. Essa durerà quanto dureranno il regno di Dio, la Sua sovranità, il Suo dominio e la Sua potenza e manifesterà i simboli e gli attributi di Dio, rivelandoNe la gentilezza amorosa e la magnanimità.

16 Settembre 2012



Chiediamo a Dio di concedere benignamente che tutti possano mostrare tale integrità di carattere, tale bontà nell'agire e tale gentilezza nel parlare da incontrare la Sua approvazione. È stato decretato che le cittadelle dei cuori umani siano conquistate mercé gli eserciti di un nobile carattere e di encomiabili azioni. Nel libro di Dio è stata proibita ogni contesa, discordia, conflitto e sedizione. Implorate il Signore ché non privi i Suoi domini della fulgida luce del sole della fidatezza e non neghi loro la radiosità dell'astro della sincerità e dello splendore del luminare della giustizia e dell'equità.

sabato 15 settembre 2012

15 Settembre 2012



Il mio nome è 'Abdu'l-Bahá.
La mia qualifica è 'Abdu'l-Bahá.
La mia lode è 'Abdu'l-Bahá.
La mia schiavitù alla Perfezione Benedetta
è il mio fulgido glorioso diadema e il servire
l'intera razza umana la mia religione perpetua.
Nessun nome, nessun titolo, nessun onore,
nessun elogio vorrò mai, tranne che 'Abdu'l-Bahá.
Questa è la mia vita eterna.
Questa è la mia gloria imperitura.

'Abdu'l-Bahá

venerdì 14 settembre 2012

14 Settembre 2012


Quando un vero ricercatore si accinga a iniziare la ricerca sul sentiero che conduce alla sapienza dell'antico dei Giorni, deve prima di tutto mondarsi e  purificarsi il cuore, che è la sede della rivelazione dei profondi misteri di Dio, dalla polvere ottenebrante di tutta la sapienza acquisita e dalle allusioni delle personificazioni di fantasie sataniche. Deve nettarsi il petto, santuario dell'eterno amore del Beneamato, da ogni lordura, purificarsi l'anima da tutto ciò che appartenga all'acqua e al fango e da ogni attaccamento basso ed effimero. Deve tanto mondarsi il cuore che nessuna traccia d'amore o di odio vi si attardi, perché l'amore non lo conduca ciecamente in errore e l'odio non lo respinga lungi dalla verità. Come anche tu puoi constatare, oggigiorno la maggior parte delle persone a causa di quest'amore e di quest'odio s'è privata del Volto immortale, si è smarrita lontana dalle Personificazioni dei misteri divini e, senza pastore, va raminga nel deserto dell’oblio e dell'errore. Questo ricercatore deve sempre confidare in Dio, rinunciare agli uomini della terra, distaccarsi dal mondo della polvere e aggrapparsi a Colui Che è il Signore dei Signori. Non deve mai esaltare se stesso al di sopra degli altri, deve cancellare dalla tavola del cuore ogni traccia d'orgoglio e vanagloria, armarsi di pazienza e di rassegnazione, osservare il silenzio e astenersi da discorsi fatui. Poiché la lingua è un fuoco che cova e l'abuso di parole un veleno mortale. Il fuoco materiale consuma il corpo, ma il fuoco della lingua divora tanto il cuore quanto l'anima. La forza del primo è di breve durata, mentre gli effetti dell'ultimo durano per secoli.
 
 

 

Quel ricercatore deve anche considerare la maldicenza come una grave colpa e tenersene lontano, poiché essa spegne la luce del cuore e distrugge la vita dell'anima.Deve contentarsi di poco e affrancarsi da tutti i piaceri sfrenati. Deve far tesoro della compagnia di coloro che

hanno rinunciato al mondo e considerare prezioso beneficio lo sfuggire alla gente millantatrice e mondana. All'alba d'ogni giorno deve comunicare con Dio e perseverare con tutta l'anima nella ricerca del Beneamato. Deve distruggere ogni pensiero perverso con la fiamma dell'amorosa menzione di Lui e, con la rapidità della folgore, oltrepassare tutto ciò che non sia Lui. Deve soccorrere i miseri e mai distogliere le sue cure dai derelitti. Dev'essere gentile con gli animali e tanto più coi suoi simili dotati del potere della parola. Non deve esitare ad offrire la vita per il Beneamato, né lasciare che le critiche degli uomini lo distolgano dalla Verità. Non deve desiderare per gli altri quello che non desidera per sé, né promettere ciò che non può mantenere. Il ricercatore deve evitare con tutto il cuore la compagnia dei malvagi e pregare per la remissione dei loro peccati. Deve perdonare il peccatore e mai disprezzarne l'infimo stato poiché nessuno sa quale sarà la propria fine. Quante volte nell'ora della morte un peccatore ha raggiunto l'essenza della fede e, bevendone il nettare immortale, ha spiccato il volo verso le Coorti celesti. E quante volte un credente devoto, al momento dell'ascesa dell'anima, è talmente cambiato da cadere nel fuoco dell'abisso.
 
 
 
 
 
 
Il Nostro scopo nel rivelare queste parole ponderose e convincenti è quello di persuadere il ricercatore a considerare transitorio tutto ciò che non è Dio e a ritenere tutto, fuorché Colui Che è l'Oggetto di tutta l'adorazione, nullità assoluta. Queste sono le qualità degli eccelsi, il contrassegno di coloro che vivono nello spirito e sono state già citate a proposito dei requisiti dei viandanti che calcano la Via della Sapienza Positiva. Qualora il viandante distaccato e il ricercatore sincero abbia adempiuto queste condizioni essenziali, allora e soltanto allora lo si potrà chiamare vero ricercatore. Chi risponde ai requisiti espressi nel versetto « Ma quelli che lotteranno zelanti per Noi » godrà della benedizione conferita dalle parole « li guideremo per le Nostre vie » Soltanto quando la lampada della ricerca, dello sforzo intenso, del desiderio ardente, della devozione appassionata, dell'amore fervido, del rapimento e dell'estasi sia accesa nel cuore del ricercatore e la brezza della Sua amorosa premura gli si riversi sull'anima, le tenebre dell'errore si disperderanno, le nebbie dei dubbi e delle incertezze si dissiperanno e le luci della sapienza e della certezza avvolgeranno il suo essere. In quell'ora il mistico Araldo, portando la gioiosa novella dello Spirito, brillerà dalla Città di Dio, luminoso come il mattino e con lo squillo della tromba del Sapere risveglierà il cuore, l'anima e lo spirito dall'assopimento della negligenza. Allora i molteplici favori e l'effusione della grazia del santo ed eterno Spirito conferiranno al ricercatore una vita talmente nuova, che egli si troverà dotato di un nuovo occhio, d'un nuovo orecchio, d'un nuovo cuore e di una nuova mente. Contemplerà i segni palesi dell'universo e penetrerà gli occulti misteri dell'anima. Osservando con l'occhio di Dio scorgerà in ogni atomo una porta che conduce agli stadi dell'assoluta certezza. In ogni cosa scorgerà i misteri della Rivelazione divina e i segni di una manifestazione eterna.


giovedì 13 settembre 2012

13 settemre 2012


IL COMMIATO DEL BÁB DALLE LETTERE DEL
VIVENTE
O amici amatissimi! Siete gli araldi del nome di Dio in questo Giorno, e
siete stati scelti come depositari del Suo mistero. Ciascuno di voi ha l'obbligo
di manifestare gli attributi di Dio e di esemplificare con le proprie azioni e le
proprie parole i segni della Sua rettitudine, del Suo potere e della Sua gloria.
Perfino le membra del vostro corpo devono attestare l'elevatezza del vostro
scopo, l'integrità della vostra vita, la realtà della vostra fede e la sublimità della
vostra devozione. Poiché in verità vi dico, questo è il Giorno di cui Dio parlò
nel Suo Libro.1 In quel giorno porremo un suggello sulle loro bocche; eppure
Ci parleranno le loro mani e i loro piedi attesteranno ciò che essi hanno fatto.
Ponderate le parole che Gesù rivolse ai discepoli quando li inviò a propagare
la Causa di Dio. Con parole simili a queste, li esortò a muoversi per adempiere
la loro missione: Siete come il falò che è stato acceso nell'oscurità della notte,
sulla cima della montagna. Fate che la vostra luce brilli davanti agli occhi
degli uomini. Tale dev'essere la purezza del vostro carattere e il grado della
vostra rinuncia, che i popoli della terra possano per mezzo di voi riconoscere il
Padre Celeste, che è la sorgente della purezza e della grazia e a Lui
avvicinarsi. Poiché nessuno ha visto il Padre che è nei cieli. Voi che siete i
Suoi figlioli spirituali dovete con le vostre azioni esemplificare le Sue virtù e
attestare la Sua gloria. Siete il sale della terra, ma se il sale diviene insipido
con che cosa lo si salerà? Tale dev'essere il grado del vostro distacco, che in
qualsiasi città entriate per proclamare e insegnare la Causa di Dio, non
dovreste aspettarvi in alcun modo cibo o ricompensa dalla gente. Anzi quando
lascerete quella città dovreste scuotervi la polvere dai piedi. Dovete partirne
puri e incontaminati, come vi entraste.
Poiché, in verità vi dico, il Padre celeste è sempre con voi e vigila su di voi.
Se Gli sarete fedeli, Egli sicuramente porrà nelle vostre mani tutti i tesori della
terra e vi esalterà al di sopra di tutti i sovrani e re del mondo. O Mie Lettere !
In verità vi dico, sublime è questo Giorno in paragone con i Giorni degli
Apostoli d’un tempo. Anzi, incommensurabile è la differenza. Siete i testimoni
dell'Alba del promesso Giorno di Dio e bevete al calice mistico della Sua
Rivelazione. Preparatevi ad agire, e rammentate le parole che Dio ha rivelato
nel Suo Libro2 : “ Ecco, è venuto il Signore Iddio tuo, e con Lui v'è la
compagnia dei Suoi angeli schierata davanti a Lui! '' Purificate i vostri cuori da
ogni desiderio mondano e fate che virtù angeliche siano il vostro ornamento.
Sforzatevi d'attestare con le vostre azioni la verità di queste parole di Dio e
badate che, voltandovi indietro, Egli non vi cambi con altro popolo, che non
sarà a vostra somiglianza e che vi priverà del Regno di Dio. I giorni in cui il
solo culto era ritenuto sufficiente sono finiti. E' venuto il tempo in cui niente,
tranne le intenzioni più pure, sostenute da azioni d'immacolata integrità, può
ascendere al trono dell'Altissimo ed essere a Lui ben accetto. La buona parola
ascende fino a Lui e la retta azione farà sì che essa sia esaltata al Suo cospetto.
Siete gli umili di cui Dio ha così parlato nel Suo Libro3: E desideriamo concedere
il Nostro favore a coloro che furono umiliati sulla terra e farne guide
spirituali fra gli uomini e farne i Nostri eredi. A questo alto stadio siete stati
chiamati; ma vi perverrete soltanto se calpesterete ogni desiderio terreno e
cercherete di diventare quei 'Suoi servi onorati che non parlano finché Egli
non ha parlato e che eseguono i Suoi ordini.' Siete le prime Lettere
generate dal Punto Primo4 e i primi Rivoli scaturiti dalla Sorgente di questa
Rivelazione. Implorate il Signore Iddio vostro di concedervi che né pastoie
terrene, né affezioni mondane, né effimere occupazioni possano macchiare la
purezza o amareggiare la dolcezza di quella grazia che fluisce attraverso di
voi. Vi preparo per l'avvento d'un giorno possente. Fate il massimo sforzo
perché, nel mondo avvenire, Io, che ora vi istruisco, possa, innanzi al seggio
della misericordia di Dio, gioire delle vostre azioni e gloriarMi di ciò che avete
realizzato. Il segreto di quel Giorno che deve venire e ancora nascosto. Non
può essere né divulgato né stimato. Il neonato di quel giorno eccelle i più saggi
e i più venerabili uomini di quest'epoca, e la più umile e ignorante creatura di
quel periodo sorpasserà per comprensione i più eruditi e perfetti teologi di
quest'era. Disperdetevi dappertutto su questa terra, e, con piedi saldi e cuori
purificati, preparate la via per la Sua venuta. Non curatevi delle vostre
debolezze e della vostra fragilità; fissate lo sguardo sull'invincibile potere del
Signore Iddio vostro, l'Onnipotente. Non fece Egli in giorni passati trionfare
Abramo, malgrado la sua apparente impotenza, sulle forze di Nimrod? Non ha
Egli permesso a Mosè, la cui verga era il Suo solo compagno, di sconfiggere
Faraone e le sue schiere? Non ha Egli fatto trionfare Gesù, povero e umile
quale appariva agli occhi degli uomini, sulle forze unite del popolo ebraico?
Non ha Egli assoggettato le barbare e bellicose tribù d'Arabia alla santa e
riformatrice disciplina di Muhammad il Suo Profeta? Alzatevi in Suo nome,
riponete la vostra fiducia interamente in Lui e siate certi della vittoria finale".
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1. Il Corano
2. Il Corano
3. Il Corano
4. Uno dei titoli del Báb.

mercoledì 12 settembre 2012

 
 
 
 
A NÁSIRI’D-DÍN SHÁH
( Sciah di Persia )

O Re! Io non ero che un uomo come gli altri addormentato
sul Mio giaciglio, quando ecco, le brezze
del Gloriosissimo furono alitate su di Me, e Mi
insegnarono la sapienza di tutto ciò che è stato. Questo
non procede da Me, ma da Colui Che è l'Onnipotente e
il Saggio. Ed Egli M'ingiunse di levare la Mia voce fra
la terra e il cielo, e a causa di ciò Mi accaddero cose
che fecero scorrere lacrime ad ogni uomo di
discernimento. Io non ho studiato le discipline correnti
fra gli uomini; non sono entrato nelle loro scuole.
Chiedi, nella città in cui ho dimorato, acciocché tu
possa ben assicurarti che Io non sono di coloro che
mentiscono. Questa non è che una foglia mossa dai
venti della volontà del tuo Signore, l'Onnipotente, il
Lodatissimo. Può essa star ferma quando soffiano i
venti tempestosi? No, per Colui Che è il Signore dei
Nomi e degli Attributi! Essi la muovono a loro piacimento.
Ciò che è perituro è un nulla, al cospetto del
Sempiterno. I Suoi appelli soggiogatori Mi hanno
raggiunto inducendomi a far le Sue lodi fra tutte le
genti. Io ero, infatti, come un morto quando il Suo
comando fu pronunziato. La mano della volontà del
tuo Signore, il Compassionevole, il Clemente, Mi ha
trasformato. Potrebbe qualcuno esprimere a suo nome
cose per cui tutti gli uomini, siano essi umili o potenti,
lo perseguiteranno? No, per Colui Che insegnò alla
Penna gli eterni misteri; nessuno può farlo eccetto
colui che è stato fortificato dalla grazia dell'Onnipotente,
del Forte. La Penna dell'Altissimo si rivolge a
Me dicendo: Non temere. Narra a Sua Maestà lo Sháh
quello che Ti è accaduto. Il suo cuore, in verità, è fra le
mani del Tuo Signore, il Dio di Misericordia, sì che
per avventura il sole della giustizia e della munificenza
possa brillare al di sopra dell'orizzonte del suo cuore.
Così il decreto è stato irrevocabilmente fissato da
Colui Che è l'Onnisciente.
Guarda questo Giovane, o Re, con occhi di
giustizia; giudica tu dunque, con verità, riguardo a ciò
che Gli è accaduto. Per la verità, Dio ha fatto di te la
Sua ombra fra gli uomini, e il segno del Suo potere per
tutti quelli che dimorano in terra. Giudica tu fra Noi e
quelli che Ci hanno fatto torto senza prova e senza un
Libro chiarificatore. Quelli che ti circondano, ti amano
per amore di loro stessi, mentre questo Giovane ti ama
per te stesso e non ha altro desiderio eccetto quello di
attrarti vicino al seggio della grazia, e di volgerti verso
la mano destra della giustizia. Il Tuo Signore reca
testimonianza di quello che io dichiaro.
O Re! Se dovessi porgere orecchio allo scricchiolio
della Penna della Gloria, e al tubare della Colomba
dell'Eternità che, sui rami dell'Albero di Loto oltre il
quale non si passa, pronuncia le lodi di Dio, l'Artefice
di tutti i nomi e Creatore della terra e del cielo, tu
giungeresti ad un rango dal quale contempleresti nel
mondo dell'essere, null'altro che il fulgore dello
Adorato e considereresti la sovranità come la più
disprezzabile delle tue proprietà, abbandonandola a
chiunque possa desiderarla, e volgendo il viso verso
l'Orizzonte incandescente della luce del Suo sembiante.
Né saresti tu mai desideroso di portare il peso del
 
dominio salvo che allo scopo di aiutare il tuo Signore,
l'Eccelso, l'Altissimo. Allora le Schiere Celesti ti benedirebbero.
Oh, quanto eccellente è questo sublime
rango, se tu potessi ascendervi per mezzo del potere di
una sovranità riconosciuta derivante dal Nome di Dio!
O Re del secolo! Gli occhi di questi rifugiati sono
fissati e rivolti verso la misericordia del Misericordiosissimo.
Non vi è dubbio alcuno che queste tribolazioni
saranno seguite dall'effusione di una suprema misericordia,
e a queste terribili avversità succederà una
prosperità traboccante. Noi nutriamo speranza, comunque,
che Sua Maestà lo Sháh esaminerà personalmente
queste cose e recherà speranza ai cuori. Ciò che
abbiamo sottoposto alla tua Maestà è invero per il tuo
più grande bene. E Dio, in verità, Mi è sufficiente
testimone .
Oh, se tu volessi permettere a Me, o Sháh di mandarti
ciò che rallegra gli occhi e tranquillizza le anime,
e convince ogni persona equa che in Lui vi è la
conoscenza del Libro. . . Se non fosse stato per il
ripudio degli sciocchi e la connivenza dei teologi, io
avrei pronunziato un discorso che avrebbe scosso e
rapito i cuori fino ad un reame nel mormorio delle cui
brezze possono udirsi queste parole: «Non vi è altro
Dio che Lui»! . .
Io ho visto, o Sháh, sul sentiero di Dio ciò che
occhio mai ha visto né orecchio mai udito... Quanto
numerose le tribolazioni che sono piovute, e ancora
presto pioveranno, su di Me! Io avanzo con il viso
rivolto verso Colui Che è l'Onnipotente, il
Generosissimo, mentre dietro di Me striscia il serpente.
I Miei occhi hanno pianto lacrime fino al punto che il
mio giaciglio ne è imbevuto. Io non Mi addoloro per
Me Stesso, comunque. Nel nome di Dio! Il Mio capo
anela ad essere trafitto dalle lance nell'amore per il suo
Signore. Non sono mai passato accanto ad un albero
senza che il Mio cuore gli si rivolgesse dicendo: «Oh
potessi tu essere tagliato in Mio nome, e il Mio corpo
potesse essere crocifisso su di te, sul sentiero del Mio
Signore!...». Nel nome di Dio! Sebbene la stanchezza
Mi renda debole, e la fame Mi consumi, e la nuda
roccia sia il mio letto, e Miei compagni siano le fiere
dei campi, Io non mi lamenterò, ma sopporterò
pazientemente, come coloro dotati di costanza e
fermezza hanno sopportato pazientemente, per mezzo
del potere di Dio, il Re Eterno e Creatore delle nazioni,
e renderò grazie in tutte le condizioni. Noi preghiamo
che, con la Sua munificenza - glorificato Egli sia - Egli
possa liberare, per mezzo di questa prigionia, il collo
degli uomini dalle catene e dai ceppi, e far sì che essi si
volgano, con volti sinceri verso il Suo Sembiante che è
il Possente, il Generosissimo. Ché Egli è pronto a
rispondere a chiunque Lo chiami, ed e vicino a coloro
che sono in comunione con Lui.
Bahá'u'lláh

martedì 11 settembre 2012

4 'IZZAT- 11 settembre



Chiediamo a Dio di concedere benignamente che tutti possano mostrare tale integrità di carattere, tale bontà nell'agire e tale gentilezza nel parlare da incontrare la Sua approvazione. È stato decretato che le cittadelle dei cuori umani siano conquistate mercé gli eserciti di un nobile carattere e di encomiabili azioni. Nel libro di Dio è stata proibita ogni contesa, discordia, conflitto e sedizione. Implorate il Signore ché non privi i Suoi domini della fulgida luce del sole della fidatezza e non neghi loro la radiosità dell'astro della sincerità e dello splendore del luminare della giustizia e dell'equità.

lunedì 10 settembre 2012

3'IZZAT- 10 Settembre

O COMPAGNO DEL MIO TRONO!
Non ascoltare e non vedere alcun male, non degradarti, non sospirare, né piangere. Non dire il male, affinché tu possa non udire il male che ti vien detto, e non esagerare le colpe degli altri, affinché le tue possano non apparire grandi; non desiderare l'avvilimento di alcuno, affinché non sia palesato il tuo. Vivi dunque i giorni della tua vita, che sono meno di un fugace istante, con mente immacolata, cuore incontaminato, pensieri puri e natura santificata, cosicché, libero e felice, tu possa deporre questa spoglia mortale, rifugiarti nel mistico paradiso e dimorare per sempre nel regno eterno.

3 'IZZAT-10 Settembre


Sappiate che, da tempo immemorabile, le prove e le tribolazioni sono state la sorte dei Prescelti e degli amati di Dio e di quelli fra i Suoi servi che si sono distaccati da tutto fuorché da Lui… Tale è il metodo di Dio applicato in passato e tale rimarrà in avvenire. Benedetti coloro che sopportano con fermezza, coloro che sono pazienti nelle infermità e nelle privazioni, che non si lamentano di ciò che accade loro e percorrono la via della rassegnazione…