Quando
un vero ricercatore si accinga a iniziare la ricerca sul sentiero che conduce
alla sapienza dell'antico dei Giorni, deve prima di tutto mondarsi e purificarsi il cuore, che è la sede della
rivelazione dei profondi misteri di Dio, dalla polvere ottenebrante di tutta la
sapienza acquisita e dalle allusioni delle personificazioni di fantasie
sataniche. Deve nettarsi il petto, santuario dell'eterno amore del Beneamato,
da ogni lordura, purificarsi l'anima da tutto ciò che appartenga all'acqua e al
fango e da ogni attaccamento basso ed effimero. Deve tanto mondarsi il cuore
che nessuna traccia d'amore o di odio vi si attardi, perché l'amore non lo
conduca ciecamente in errore e l'odio non lo respinga lungi dalla verità. Come
anche tu puoi constatare, oggigiorno la maggior parte delle persone a causa di quest'amore
e di quest'odio s'è privata del Volto immortale, si è smarrita lontana dalle
Personificazioni dei misteri divini e, senza pastore, va raminga nel deserto dell’oblio
e dell'errore. Questo ricercatore deve sempre confidare in Dio, rinunciare agli
uomini della terra, distaccarsi dal mondo della polvere e aggrapparsi a Colui Che
è il Signore dei Signori. Non deve mai esaltare se stesso al di sopra degli
altri, deve cancellare dalla tavola del cuore ogni traccia d'orgoglio e
vanagloria, armarsi di pazienza e di rassegnazione, osservare il silenzio e
astenersi da discorsi fatui. Poiché la lingua è un fuoco che cova e l'abuso di
parole un veleno mortale. Il fuoco materiale consuma il corpo, ma il fuoco
della lingua divora tanto il cuore quanto l'anima. La forza del primo è di
breve durata, mentre gli effetti dell'ultimo durano per secoli.
Quel
ricercatore deve anche considerare la maldicenza come una grave colpa e
tenersene lontano, poiché essa spegne la luce del cuore e distrugge la vita
dell'anima.Deve contentarsi di poco e affrancarsi da tutti i piaceri sfrenati.
Deve far tesoro della compagnia di coloro che
hanno
rinunciato al mondo e considerare prezioso beneficio lo sfuggire alla gente
millantatrice e mondana. All'alba d'ogni giorno deve comunicare con Dio e perseverare
con tutta l'anima nella ricerca del Beneamato. Deve distruggere ogni pensiero
perverso con la fiamma dell'amorosa menzione di Lui e, con la rapidità della folgore,
oltrepassare tutto ciò che non sia Lui. Deve soccorrere i miseri e mai
distogliere le sue cure dai derelitti. Dev'essere gentile con gli animali e
tanto più coi suoi simili dotati del potere della parola. Non deve esitare ad
offrire la vita per il Beneamato, né lasciare che le critiche degli uomini lo
distolgano dalla Verità. Non deve desiderare per gli altri quello che non
desidera per sé, né promettere ciò che non può mantenere. Il ricercatore deve evitare
con tutto il cuore la compagnia dei malvagi e pregare per la remissione dei
loro peccati. Deve perdonare il peccatore e mai disprezzarne l'infimo stato
poiché nessuno sa quale sarà la propria fine. Quante volte nell'ora della morte
un peccatore ha raggiunto l'essenza della fede e, bevendone il nettare
immortale, ha spiccato il volo verso le Coorti celesti. E quante volte un
credente devoto, al momento dell'ascesa dell'anima, è talmente cambiato da cadere
nel fuoco dell'abisso.
Il Nostro scopo nel rivelare queste parole ponderose e
convincenti è quello di persuadere il ricercatore a considerare transitorio
tutto ciò che non è Dio e a ritenere tutto, fuorché Colui Che è l'Oggetto di
tutta l'adorazione, nullità assoluta. Queste sono le qualità degli eccelsi, il
contrassegno di coloro che vivono nello spirito e sono state già citate a proposito
dei requisiti dei viandanti che calcano la Via della Sapienza Positiva. Qualora
il viandante distaccato e il ricercatore sincero abbia adempiuto queste
condizioni essenziali, allora e soltanto allora lo si potrà chiamare vero
ricercatore. Chi risponde ai requisiti espressi nel versetto « Ma quelli che
lotteranno zelanti per Noi » godrà della benedizione conferita dalle parole «
li guideremo per le Nostre vie » Soltanto quando la lampada della ricerca,
dello sforzo intenso, del desiderio ardente, della devozione appassionata,
dell'amore fervido, del rapimento e dell'estasi sia accesa nel cuore del
ricercatore e la brezza della Sua amorosa premura gli si riversi sull'anima, le
tenebre dell'errore si disperderanno, le nebbie dei dubbi e delle
incertezze si dissiperanno e le luci della sapienza e della certezza
avvolgeranno il suo essere. In quell'ora il mistico Araldo, portando la gioiosa
novella dello Spirito, brillerà dalla Città di Dio, luminoso come il mattino e
con lo squillo della tromba del Sapere risveglierà il cuore, l'anima e lo
spirito dall'assopimento della negligenza. Allora i molteplici favori e
l'effusione della grazia del santo ed eterno Spirito conferiranno al
ricercatore una vita talmente nuova, che egli si troverà dotato di un nuovo
occhio, d'un nuovo orecchio, d'un nuovo cuore e di una nuova mente. Contemplerà
i segni palesi dell'universo e penetrerà gli occulti misteri dell'anima. Osservando
con l'occhio di Dio scorgerà in ogni atomo una porta che conduce agli stadi
dell'assoluta certezza. In ogni cosa scorgerà i misteri della Rivelazione
divina e i segni di una manifestazione eterna.



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